PREMESSE
L’Unione Europea, a partire dai primi anni 2000, ha affrontato il problema dello smaltimento rifiuti radioattiviattraverso una serie di direttive finalizzate alla programmazione progressiva di una gestione ordinata e condivisa dagli stati membri.[1]
L’Italia ha ottemperato alle direttive europee mediante il Decreto legislativo n. 31 del 2010 che ha disciplinato:
a) la localizzazione del Deposito nazionale, incluso in un Parco Tecnologico comprensivo di un Centro di studi e sperimentazione, destinato ad accogliere i rifiuti radioattivi provenienti da attività pregresse di impianti nucleari e similari, nel territorio nazionale;
b) le procedure autorizzative per la costruzione e l'esercizio del Deposito nazionale e del Parco
Tecnologico;
c) i benefici economici relativi alle attività di esercizio del Deposito nazionale, da corrispondere in favore delle persone residenti, delle imprese operanti nel territorio circostante il sito e degli enti locali interessati.
La Direttiva 2011/70/Euratom del Consiglio Europeo ha definitivamente codificato l’obbligo per gli Stati membri dell'Unione Europea ad una gestione in proprio dei rifiuti radioattivi prodotti sul territorio nazionale.
In particolare ha imposto la predisposizione di un PROGRAMMA NAZIONALE per l’attuazione della politica di gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi, dalla generazione fino allo smaltimento, quando questi derivano da attività civili.
Questa direttiva è stata recepita in Italia con il decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 45[2].
Il PROGRAMMA NAZIONALE, redatto in base alle direttive nazionali, indicate dalla Guida Tecnica 29 dell’ ISPRA, ed internazionali, indicate dalla Guida 29 della IAEA, come previsto dagli articoli 7 e 8 del suddetto decreto legislativo, è stato approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 30 ottobre 2019.
PROGRAMMA NAZIONALE PER LA GESTIONE DEL COMBUSTIBILE ESAURITO E DEI RIFIUTI RADIOATTIVI
- Scopi e responsabilità
Il PROGRAMMA prevede la dismissione delle centrali nucleari in quiescenza e la realizzazione del Deposito Nazionale unico dei Rifiuti Radioattivi, denominato Deposito Nazionale-ParcoTecnologico (DN PT) , destinato ad accogliere in un’unica sede tutto il materiale radioattivo del territorio italiano, sia quello a bassa e media attività che quello ad alta attività
Si prevede di smaltire/stoccare complessivamente 95.000 mc di scorie radioattive, di cui 78.000 mc a bassa, molto bassa e media attività e 17.000 mc ad alta attività.
La SoginS.p.A – Società interamente partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze che opera in base agli indirizzi strategici del Governo italiano- è la società di Stato responsabile dell’attuazione del PROGRAMMA NAZIONALE per la gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi ed in particolare del decommissioning degli impianti nucleari italiani e della gestione delle varie tipologie di rifiuti radioattivi, compresi quelli prodotti dalle attività industriali, di ricerca e di medicina nucleare
La SoginS.p.A, ai sensi dell’articolo 26 del D.Lgs 31/2010, è il soggetto responsabile della realizzazione e dell’esercizio del Deposito Nazionale e dell’annesso Parco Tecnologico (DN PT)
- Attuazione del Programma Nazionale
L’attuazione del PROGRAMMA NAZIONALE dismaltimento dei rifiuti radioattiviprevede preliminarmente l’ identificazione dei possibili siti idonei ad accogliere il Deposito Nazionale-Parco Tecnologico( DN PT) sulla base dei “ criteri elaborati dall’ente di controllo ISPRA (oggi ISIN) nella Guida Tecnica n. 29, in linea con gli standard della IAEA (International Atomic Energy Agency)” ( Sogin:_depositonazionale.it)
L’identificazione dei siti è avvenuta attraverso una serie di valutazioni tecniche, in base alle quali è stata realizzata la CNAPI, la Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee ad accogliere il DN PT.
La CNAPI è stata pubblicata da Sogin in data 5 gennaio 2021 ed ha identificato in Italia 67 aree potenzialmente idonee, di cui 22 nella sola Provincia di Viterbo, che risulta quella maggiormente coinvolta
- Consultazione Pubblica-Seminario Nazionale
La CNAPIè stata sottoposta alla procedura di Consultazione Pubblica prevista dal lgs. n. 31/2010 e ss.mm.ii, dalla Legge 7 agosto 1990 n. 41 e dalla Direttiva della Presidenza del Consiglio dei Ministri n.2/2017, finalizzata alla successiva stesura definitiva dell’elenco delle aree effettivamente idonee ad accogliere il Deposito Nazionale rappresentato dalla CNAI, la Carta Nazionale delle Aree Idonee.
Sogin, nell’ambito della Consultazione Pubblica prevista, ha promosso e organizzato il Seminario Nazionale per l’approfondimento degli aspetti tecnici relativi al PROGRAMMA NAZIONALEe alla CNAPI riguardo alla piena e puntuale rispondenza delle aree individuate ai requisiti dell'IAEA(International Atomic Energy Agency) e dell’ISIN (Ispettorato Nazionale per la Sicurezza Nucleare e la Radioprotezione), nonché agli aspetti connessi alla sicurezza dei lavoratori, della popolazione e dell'ambiente, ed ai possibili benefici economici e di sviluppo territoriale ed alle misure compensative (di cui all’art. 30 del Decreto Legislativo 31/2010 e ss.mm.ii.) connessi alla realizzazione del DN PT
Lo scopo del Seminario Nazionale era quello di realizzare un confronto tecnico fra le parti interessate al fine di verificare la proposta della CNAPI e di apportare contributi tecnici e scientifici utili ad approvare o modificare la proposta mediante la stesura definitiva e concordata della CNAI (Carta Nazionale delle Aree Idonee).
Gli esiti della Consultazione Pubblica, quindi, compreso il Seminario Nazionale, erano funzionali alla successiva fase della procedura di localizzazione, mediante la predisposizione “concordata”dellaCNAI
Al Seminario Nazionale sono stati invitati a partecipare ed intervenire i soggetti portatori di interesse, individuati sulla base di quanto previsto dall’art. 27, comma 4, del D.lgs. n. 31/2010, nonché tutti coloro che hanno partecipato alla Consultazione Pubblica, presentando regolarmente osservazioni e proposte tecniche
I lavori del Seminario Nazionale si sono svolti, in diretta streaming, dal 7 settembre al 24 novembre 2021, con una estensione per nuove osservazioni protratta fino al 15 gennaio 2022
Hanno partecipato al Seminario oltre 160stakeholder pubblici e privati con la presentazione di oltre 300 documenti (“osservazioni”) in rappresentanza dei Comuni, delle Province, delle Associazioni e dei Comitati delle aree indicate nella CNAPI
I partecipanti hanno presentato osservazioni supportate da relazioni tecnico-scientifiche redatte da professori universitari, professionisti e specialisti dei vari settori disciplinari implicati nel processo decisionale che ha portato alla redazione della CNAPI
Il giudizio unanime dei partecipanti è stato di contrarietà alle scelte e alle metodologie seguite per la realizzazione della Carta, come si desume dalla disamina degli atti pubblicati dalla stessa Sogin (deposito nazionale.it) includenti le osservazioni degli stakeholder, le conclusioni di Sogin e le riprese in streaming degli atti del Seminario
Tutti gli stakeholder hanno formulato giudizi totalmente negativi sull’operato di Sogin, ed hanno contestato l’inadeguatezza metodologica, l’incongruenza rispetto alle normative vigenti, l’assenza di valutazioni puntuali sugli effetti potenziali sulla salute umana tenendo conto dei dati epidemiologici di riferimento, l’ inadeguatezza delle analisi socio-economiche tese ad enfatizzare i benefici derivanti dalla realizzazione del Deposito Nazionale, ma totalmente prive di valutazioni sugli effetti negativi sulle economie locali
Sogin non ha tenuto in alcun conto i pareri degli stakeholder ed ha invece condotto il Seminario in modo del tutto autarchico, senza alcuna condivisione delle conclusioni dei lavori e senza alcuna modifica concordata della CNAPI, come risulta dalla pubblicazione sul sito depositonazionale.it degli atti ATTI CONCLUSIVI DEL SEMINARIO NAZIONALE (15/12/2021 e 25/01/2022) e del RAPPORTO DI ESTRAZIONE TERRITORIALE, mere sintesi delle sessioni del Seminario Nazionale
Durante il Seminario non vi è stata presenza di un ente terzo di garanzia
Inopinatamente, al termine del Seminario Nazionale, Sogin ha stilato la CNAI senza predisporre il testo alla valutazione preventiva dei partecipanti al Seminario, mantenendolo secretato.
- Critiche all’operato di Sogin
Critiche all’operato di Sogin sono state espresse oltre che dagli stakeholder, pubblici e privati, anche da organi istituzionali.
Dalla “RELAZIONE SULLE PROCEDURE DI LOCALIZZAZIONE DEL DEPOSITO UNICO NAZIONALE DEI RIFIUTI RADIOATTIVI “della COMMISSIONE PARLAMENTARE DI INCHIESTA sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiutipubblicata il 21 dicembre 2021 , si evincono rilievi tecnici e critiche sulla metodologia adottata da Sogin in merito alla realizzazione della CNAPI, sulla conduzione del Seminario Nazionale e sul ruolo di ISIN, così come rappresentato da alcuni stralci di seguito riportati:
- La redazione finale dell’ordine di idoneità delle aree presenta evidenti fattori di problematicità, legati sia all’individuazione dell’insieme completo di criteri da utilizzare, sia ai fattori di peso da attribuire. È ipotizzabile che queste valutazioni, nella misura in cui risultino funzionali al processo, possano essere effettuate anche con il contributo di organismi qualificati e legittimati, al fine di pervenire alla decisione finale con il contributo di soggetti per quanto possibile indipendenti
- L’ISIN, prospettando, in via ipotetica, la possibilità che possano candidarsi località non ricadenti nel novero delle aree potenzialmente idonee, ha ipotizzato che alcune esclusioni, legate ad aspetti di minor rilievo del progetto (es. superficie complessiva dell’area), possano essere ridiscusse.
- Nel corso dell’audizione del 23 giugno, ISIN ha informato di aver concordato con SOGIN la necessità della costituzione di un comitato tecnico indipendente di supporto per la valutazione degli esiti della consultazione, costituito da esperti provenienti dall’Università, dalla ricerca e così via.
- È emersa l’evidenza delle difficoltà legate alla definizione di un ordine di idoneità definitivo, a partire dalla proposta presentata dalla SOGIN con la CNAPI
- è stato affermato da alcuni portatori di interesse e dal Direttore dell’ISIN, che il decreto VAS sul Programma nazionale conterrebbe l’indicazione di inserire in un procedimento VAS anche il percorso di localizzazione, in particolare nella fase di approvazione della CNAI.
- Vanno considerate con particolare attenzione aree che “…..hanno già ospitato attività nucleari o presentano numerosi fattori influenti sull’incidenza dei tumori (es.: arsenico, radon e così via – nelLazio);
- Tutte le Regioni fin qui interpellate hanno espresso un diniego, in termini più o meno perentori, alla installazione del Deposito nazionale, scaturito da referendum, delibere diffuse degli Enti locali a vari livelli e posizioni espresse da organizzazioni locali. Non in tutti i casi sono stati forniti elementi di dettaglio su caratteristiche specifiche delle aree interessate, per cui il quadro conoscitivo delle diverse, al termine del Seminario, potrebbe risultare disomogeneo
- Ciò posto, va evidenziato che è ancora pendente la procedura d’infrazione n. 2021 del 2018relativa, tra le altre questioni, alla mancanza del requisito di effettiva indipendenza dell’Ispettorato Nazionale per la Sicurezza Nucleare e la Radioprotezione rispetto ad influenze indebite sulla sua attività di regolamentazione nonché ai poteri giuridici e alle risorse umane e finanziarie necessari all’Ispettorato per adempiere ai suoi obblighi20.
È pendente, inoltre, la procedura detta “EU Pilot” 9657 del 2020 con la quale sono stati chiesti i
chiarimenti relativi al finanziamento e al personale dell’Ispettorato.
- Si evidenzia infine che, per effetto degli obblighi dettati dalle direttive Euratom in materia (inparticolare la direttiva 87 del 2014), recepiti nel citato decreto legislativo n. 45 e richiamati da ultimo dal decreto legislativo n. 101 del 2020, l’ISIN opera con indipendenza di giudizio e divalutazione e non può accettare, nell’esercizio delle sue funzioni di regolamentazione, istruzionida alcun altro organismo o organizzazione”.
- È quanto mai necessario che sia ultimato quanto prima possibile il processo di acquisizione di risorse dell’ISIN, viste le rilevanti criticità operative dell’Ispettorato, già segnalate nella precedente dell’Unione Europea su indipendenza, risorse e finanziamento dell’Istituto. Nel contesto attuale appare positiva l’iniziativa ISIN di costituire gruppi di lavoro con il contributo di competenze e risorse da parte di altre organizzazioni tecniche qualificate
11. Sui benefici economici risultano necessarie ulteriori valutazioni relative all’applicazione delle singole norme cuiè possibile fare riferimento. Essi dovrebbero essere precisati al fine di evidenziare, tra l’altro, come possano costituire lo strumento attraverso il quale le comunità locali possono trovare risposte alle preoccupazioni legate a situazioni di vario genere, ivi incluse particolari fragilità socio-economiche.
12. La necessità di portare a termine quanto prima possibile il processo di acquisizione di risorse dell’ISIN, fornendole necessarie rassicurazioni anche sulla effettiva indipendenza e sugli adeguati finanziamenti dell’ISIN agli organi della Commissione europea che hanno sollevato specifiche richieste in tal senso;seguire attentamente l’evoluzione degli accordi internazionali per la sistemazione della media e dell’alta attività, al fine di pianificare per tempo le azioni più opportune;
13. valutazione della efficacia dell’azione intesa a realizzare un deposito geologico regionale e dei tempi previsti, nonché dell’eventuale esistenza di margini ulteriori di trattativa con gli USA per la sistemazione del combustibile presente presso l’impianto ITREC
13. valutazione dell’effettiva esistenza di margini perché possano candidarsi localitànon ricadenti nel novero delle aree potenzialmente idonee
14. necessità di verifica della ”applicazione del criterio di non rilevanza radiologica, aspetti di radioprotezione,applicazione del principio di precauzione”
15. “valutazione della necessità di integrare con interventi normativi la posizione espressa da ISIN nella guida tecnica n. 30 sull’applicabilità, al deposito temporaneo di stoccaggio dei rifiuti ad alta e media localizzazione per il Deposito nazionale”
Ulteriori critiche si evincono dalla MOZIONE 1/00414 APPROVATA DALLA CAMERA DEI DEPUTATI IL 13 APRILE 2021 che impegna il governo
- ad adottare iniziative per assicurare che tutte le procedimentali in cui si articola la scelta dei siti idonei e l'individuazione del sito ove ubicare il Parco tecnologico siano caratterizzate dalla concertazione e condivisione con le regioni, i territori e le comunità locali interessate
- ad assicurare che con l'istanza di valutazione di impatto ambientale di cui all'articolo 27, comma 13-bis,del decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31, il proponente Sogin trasmetta la valutazione di impatto sanitario
- a valutare “ai fini della individuazione di siti in grado di risultare idonei alla localizzazione del deposito nazionale e parco tecnologico, l'indice di pressione ambientale calcolato a livello dei comuni nel raggio di 20 chilometri, i temi della mobilità e dell'accessibilità infrastrutturale ai siti individuati, con particolare riferimento ai materiali inquinanti e alle particolari evidenze paesaggistiche, culturali e in coerenza ai criteri di esclusione a valutare iniziative tese ad escludere le parti di territorio con particolari colture di pregio riconosciute a livello nazionale e locale”
- p.a. se siano state presi in considerazione nell'elaborazione della Cnapi le aree
militari dismesse o in fase di dismissione, o aree destinate a siti produttivi dismessi o in corso di dismissione e, in caso contrario, a richiedere a Sogins.p.a., senza interrompere o minimamente rallentare l'iter avviato,eventuali manifestazioni di interesse pervenute dai comuni e dagli enti
territoriali che intendono ospitare il deposito unico dei rifiuti radioattivi, purché vengano rispettati i criteri di esclusione e approfondimento già in vigore;
- di effettuare tale verifica, al fine di integrare nella carta eventuali ulteriori siti potenzialmente idonei a valutare l’accoglimento delle eventuali manifestazioni di interesse pervenute dai comuni e dagli enti territoriali che intendono ospitare il deposito unico dei rifiuti radioattivi, purché vengano rispettati i criteri di esclusione e approfondimento già in vigore;
- appelli pubblici
Associazioni, Comitati e Comuni della Provincia di Viterbo, in relazione alle modalità di svolgimento del Seminario Nazionale e al comportamento autarchico di Sogin, ritenuto irrispettoso dei contributi tecnici delle osservazioni e irriguardoso delle finalità della Consultazione Pubblica e del relativo Seminario che avevano lo scopo di addivenire ad una proposta condivisa della CNAI, nel mese di dicembre 2021 hanno ritenuto di dover formulare appelli pubblici al Presidente del Consiglio, Mario Draghi, e al Governatore della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, perché prendessero atto delle evidenti carenze metodologiche attraverso le quali era stata formulata la CNAPI e delle modalità censurabili con cui si stava procedendo all’approvazione della CNAI .
Detti appelli invitavano altresì le autorità interpellate ad arrestare il processo e aprire tavoli tecnici di confronto, al fine di scongiurare scelte affrettate e inadeguate dal punto di vista tecnico.
Gli appelli non hanno avuto alcun riscontro.
- Ricorsi giudiziari
In data 14 febbraio 2022 i principali Comitati e Associazioni della Provincia di Viterbo, il Biodistretto della Via Amerina e delle Forre, unitamente al Comune di Viterbo e a quello di Montalto di Castro, in relazione agli esiti del Seminario Nazionale e al comportamento omissivo della Sogin e dei Ministeri competenti hanno inoltrato ricorso al TAR Lazio per l’annullamento:
- del nulla osta del Ministero dello Sviluppo Economico di concerto con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare protocollo del 30 dicembre 2020 alla pubblicazione della CNAPI
- della Carta Nazionale delle aree potenzialmente idonee ( CNAPI) adottata dalla Società SOGIN pubblicata il 5 gennaio 2021 e del documento redatto da SOGIN , proposta di ordine delle idoneità delle aree CNAPI;
- del documento della società So.G.I.N. del 30 dicembre 2020, avente ad oggetto “Basi teoriche e modalità di applicazione dei criteri per la realizzazione della CNAPI”
- del DM del 7 agosto 2015 del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del Ministero dello Sviluppo Economico, con il quale è stata modificata la classificazione dei rifiuti radioattivi ai sensi dell’articolo 5 del D.3 Lgs. 4 marzo 2014, n. 45
- del documento della società So.G.I.N.“Procedura operativa Sogin per la realizzazione della CNAPI”
- del DPCM del 30 ottobre 2019 “ Definizione del Programma nazionale per la gestione
del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi” ed il relativo allegato
- delle conclusioni del Seminario Nazionale disposte da SOGIN con documento del 15
dicembre 2021
- della Guida Tecnica n. 30 dell’ottobre 2020 adottata dall’ISIN recante previsioni sui “criteri di sicurezza e radioprotezione per depositi di stoccaggio temporaneo di rifiuti radioattivi e di combustibile irraggiato”
- nonché per quanto di ragione della Guida Tecnica n.32 adottata dall’ISIN dell’ottobre 2021“Criteri di sicurezza e di radioprotezione per impianti ingegneristici di smaltimento in superficie di rifiuti radioattivi”
In data 15 marzo 2022,Sogin, in maniera del tutto autonoma e senza alcun accordo con i partecipanti al Seminario, ha inviato la sua proposta di CNAI al Ministero Competente della Transizione Ecologica per le sua definitiva approvazione
Nessuna risposta da parte dei Ministeri competenti e di Sogin è stata fornita alle ulteriori istanze protocollate da alcuni Comitati e Associazioni della Provincia di Viterbo in data 31 marzo 2022 e finalizzate all’ottenimento della proposta di CNAI prodotta da Sogin al termine del Seminario Nazionale e della relativa documentazione tecnica a sostegno .
Soltanto il MITE ha ritenuto di dover fornire la semplice piantina con i siti proposti da Sogin per la CNAI, senza alcuna altra documentazione da cui risultasse la modalità di scelta di Sogin e l’apporto fornito dalle osservazioni nel corso del Seminario Nazionale.
In data 26 maggio 2022 è stato inoltrato da Associazioni, Comitati e Comuni della Provincia di Viterbo ricorso al TAR Lazio contro il diniego di accesso agli atti di cui sopra.
- I territori contro la CNAPI/CNAI
A fronte della situazione derivata dal Seminario Nazionale e dall’inerzia del Governo e degli enti preposti e a fronte delle reiterate richieste di confronto da parte dei territori, si sono svolte e continueranno a svolgersi manifestazioni contro il progetto Sogin e le scelte territoriali indicate nella CNAPI/CNAI.
Anche le istituzioni si sono attivate ulteriormente ed, in particolare per quanto riguarda il Lazio, sia la Provincia di Viterbo che la Regione Lazio hanno espresso delibere contrarie alla identificazione di aree idonee nel territorio della Tuscia e hanno promosso ricorsi al TAR contro la CNAPI e la proposta di CNAI e avverso il diniego di accesso agli atti per l’ottenimento della documentazione alla base della proposta della CNAI.
Analogamente ulteriori ricorsi sono stati promossi nell’ambito della Provincia di Viterbo sia dai Comuni interessati che dai Comitati, Associazioni e Biodistretti interessati.
- La legge sulle autocandidature
Il Governo ha cominciato a prendere atto del clima di contrarietà diffuso nei confronti dell’operato di Sogin, rilevabile diffusamente a livello nazionale, ed ha tentato con il decreto 181/23 di promuovere autocandidature da parte di aree non incluse nella proposta di CNAI.
Vi è stata una sola autocandidatura, quella del Comune di Trino Vercellese, sede di una delle vecchie centrali in dismissione, ma è stata ritirata a seguito delle decise proteste territoriali.
- Pubblicazione della proposta di CNAI – prosieguo dell’iter di attuazione del Programma Nazionale
Il 13 dicembre 2023 - Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha pubblicato sul proprio sito istituzionale l’elenco delle aree presenti nella proposta di CNAI, che individua le zone dove realizzare in Italia il Deposito Nazionale.
Sono state identificate complessivamente 51 aree idonee, di cui 21 nella sola Provincia di Viterbo.
Si tratta di una proposta che necessita di specifica Valutazione Ambientale Strategica (VAS).
La procedura di VAS sulla proposta di CNAI è iniziata con una prima consultazione alla quale sono stati inviati a partecipare esclusivamente i SCA, i soggetti competenti in materia ambientale, entro il termine del 26 dicembre 2024. Per quanto riguarda il Lazio, sono stati invitati alla consultazione la Regione Lazio, la Provincia di Viterbo e i 14 Comuni nel cui territorio sono state identificate le 21 aree idonee dalla proposta di CNAI.
Al termine della procedura sarà indicata la lista definitiva delle aree idonee e fra queste, al termine di un complesso iter, si identificherà l’area che dovrà accogliere definitivamente il Deposito Nazionale unico dei rifiuti radioattivi.
Un ruolo fondamentale sarà sostenuto dalla Commissione Via Vas di recente nomina. Diffuse critiche sono state mosse alla composizione della Commissione, riguardanti il valore tecnico dei componenti, per la scelta dei quali si presume un eccesso di ingerenza politica e la presenza, in alcuni casi, di conflitti di interesse.
l. Le ragioni del no
Le motivazioni di contrarietà riguardano il Programma Nazionale, le modalità seguite da Sogin nella predisposizione della CNAPI e della CNAI e dell’ordine di idoneità, le modalità seguite finora dal MASE nel predisporre la procedura di VAS.
Per quanto concerneProgramma Nazionale, le maggiori critiche riguardano la scelta del Deposito Unico. Questa prevede di collocare in un unico sito, il Deposito Nazionale-Parco Tecnologico-(DN-PT)- tutti i rifiuti radioattivi prodotti sul territorio nazionale e derivanti dal decommissioning delle vecchie centrali nucleari e da varie attività: medicina, industria, ricerca,armamenti. Si tratta di 90.000 di materiale radioattivo, di cui 78.000 a bassa e media attività e 17.000 ad alta attività.
La scelta di un deposito unico è criticabile in quanto concentra in un’unica sede i rischi derivanti dalla possibile contaminazione ambientale, derivante da vari eventi plauisibili:malfunzionamento, usura/danneggiamento dei contenitori, incidenti acuti di natura ambientale, eventi bellici, atti di terrorismo, incidenti aerei. La concentrazione dei rifiuti esalta i rischi e, nel caso della proposta di Sogin, acutizza ulteriormente il problema della sicurezza, in quanto il DN PT è destinato ad accogliere anche i rifiuti ad alta attività.
Al riguardo occorre precisare che i rifiuti ad alta attività decadono in periodo che va dai 30.000 ai 900.000 annie per questo vanno smaltiti in depositi geologici di profondità. Attualmente esiste in tutto il mondo un unico deposito di profondità in allestimento, che sarà attivo nei prossimi anni ed è in fase di realizzazione in Finlandia.
Il Deposito Nazionalesarà realizzati secondo criteri adatti allo smaltimento dei rifiuti a bassa attività e come tale non è adatto al collocamento di quelli ad alta attività.
L’escamotage previsto da Sogin consiste nella proposta di collocare per un “periodo temporaneo di lunga durata” i rifiuti ad alta attività nel Deposito Nazionale, realizzato secondo criteri previsti per la bassa attività. Questo aggraverebbe ulteriormente il rischio del Deposito unico, in quanto concentrerebbe in un unico sito anche quelli ad alta attività per un periodo stimato di oltre 100 anni. Questo comporterebbe di fatto l’esposizione di almeno tre generazioni a rischi di contaminazione ambientale, derivanti dalla utilizzazione di un deposito inadatto per legge.
A questo vanno aggiunti i rischi aggiuntivi dei trasporti del materiale radioattivo, che dureranno 40 anni per consentire l’accumulo dei 95.000 mc di scorie mediante trasporti speciali ( 8 al giorno per i primi 20 anni, 1 al giorno per i successivi 20 anni)
Riguardo alla metodologia seguita da Sogin le ragioni del no riguardano:
- la metodologia seguita per la scelta delle aree e per la indicazione dell’ordine di idoneità delle stesse
- l’incongruenza delle proposte rispetto alle normative vigenti in materia
- l’assenza di valutazione dei rischi sanitari
- l’assenza di valutazione dei danni economici
Relativamente alla procedura di VAS in atto, fra le contestazioni di ordine tecnico-procedurale contenute nelle osservazioni finora presentate, si contesta ulteriormente la mancata disponibilità di documentazione essenziale riguardante la proposta di CNAI, il nuovo ordine di idoneità, le ventilate nuove modalità di applicazione dei criteri di esclusione. Carenze per le quali la predisposizione delle osservazioni è obbiettivamente penalizzata.
Anche per questo aspetto sono stati predisposti ricorsi al TAR finalizzati all’accesso agli atti mancanti.
m. Possibili alternative al Deposito Unico
Dal punto di vista tecnico, le ragioni del no saranno ancora una volta evidenziate nel corso della seconda consultazione prevista dalla procedura di VAS sulla CNAI.
Sul versante politico, attualmente pesano le posizioni assunte dalla Provincia di Viterbo e dalla Regione Lazio, contrarie alle proposte di Sogin e ricorrenti al TAR.
Il Governo percepisce chiaramente le difficoltà del processo, e al di là del fallimento della legge sulle autocandidature al di fuori della lista della CNAI, sembra voler considerare a alcune alternative.
In questa direzione vanno le proposte dei territori, tese a sostenere l’ipotesi del brownfield, e cioè della possibilità di lasciare le scorie nelle sedi delle vecchie centrali in dismissione. Alternativa che trova riscontro negli stati europei che stanno affrontando il problema e supporto anche nelle norme esistenti. In particolare la Guida Tecnica 30 di ISIN, prevede questa possibilità oltre quella della verifica di idoneità degli attuali siti di stoccaggio temporaneo o di siti militari dismessi.
Conclusioni
La partita fra territori, istituzioni e proposte del MASE e di Sogin è aperta.
Il confronto nel corso della VAS sarà ulteriormente utile a verificare se dal punto di vista tecnico sarà possibile modificare i palesi errori procedurali di Sogin, che hanno prodotto una CNAI, obbiettivamente non esente da critiche e responsabile di indicazioni tecnicamente censurabili.
La politica alla fine farà la sua scelta, che potrebbe essere anche impositiva come prevede la legge 31/2010, determinando seri problemi di ordine economico e sociale con conseguenti riflessi politici e di consenso.
Il punto focale è quello di analizzare seriamente e concretamente le possibili alternative al deposito unico e alle scelte sulle aree così come finora proposti.
La scelta del brownfield risulta oggi quella più ragionevole.
[1]Direttiva 2003/35/CE ; Direttiva 2003/122/Euratom ; Direttiva 2006/117/Euratom; Direttiva 2009/71/Euratom et al
[2]Attuazione della direttiva 2011/70/EURATOM, che istituisce un quadro comunitario per la gestione responsabile e sicura del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi.






