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IL COMITATO MONTALTO FUTURA HA PRESENTATO LE SUE OSSERVAZIONI ALLA SOGIN: SARÀ UN CONFRONTO LEALE?  

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Il Comitato Montalto Futura, Comitato per la salvaguardia del territorio di Montalto di Castro e della Tuscia, ha consegnato in data 29 giugno le osservazioni alla Sogin in merito alla Proposta della Carta della Aree Potenzialmente Idonee ad accogliere il Deposito Nazionale dei Rifiuti Radioattivi e l’annesso Parco Tecnologico (CNAPI).

Il Comitato si è costituito dopo la pubblicazione nel mese di gennaio della CNAPI sulla spinta della analisi della documentazione della Sogin riguardante la predisposizione del Programma Nazionale per la gestione dei Rifiuti Radioattivi e la sua attuazione, di cui la CNAPI rappresenta la prima e più rilevante fase attuativa.

Attualmente il Comitato risulta costituito da oltre 1600 iscritti, il cui numero tende progressivamente ad aumentare man mano che grazie agli sforzi degli attivisti si prende consapevolezza della reale entità del progetto Sogin e dei problemi che ne deriverebbero per i territori interessati ed in primis per il Comune di Montalto di Castro.

Un Comitato di esperti, tutti volontari, ha collaborato ad analizzare la documentazione della Sogin e a fornire idee e contributi per la realizzazione delle osservazioni, che consentono di dare voce in sede pubblica ai rilievi e alle proposte dei “portatori di interesse”, tra cui il Comitato è parte attiva in rappresentanza dei Cittadini di Montalto.

La fortissima adesione dei Cittadini Montaltesi ha responsabilizzato fortemente coloro che hanno realizzato le osservazioni attingendo a tutte le risorse intellettuali disponibili.

Di particolare importanza sono stati i contatti con altri Comuni e Associazioni che hanno inviato le loro osservazioni alla Sogin e con il Comune di Montalto che si appresta ad inviare i suoi elaborati entro i prossimi giorni. A partire dalle prossime settimane maggiori interlocuzioni saranno messe in atto proprio con queste entità e con altre che si stanno proponendo al fine di fare fronte comune per le prossime tappe, che si prospettano dure da affrontare ed insidiose vista la complessa congerie di attori e provvedimenti legislativi con i quali ci si dovrà confrontare.

La strategia prossima mirerà a coagulare il maggior numero di soggetti interessati e a fornire supporto sia ai Comuni, se convinti della opposizione a Sogin, che alla Provincia, che risulta a rigor di logica il maggiore potenziale attore della vicenda, posto che ben 22 dei 67 siti idonei risiedono nel suo territorio.

Il documento del Comitato contiene le osservazioni che riguardano sia tematiche di ordine generale che di interesse specifico.

Le tematiche di ordine generale hanno riguardato il contesto normativo e la metodologia seguita dalla Sogin per realizzare /attuare il Programma Nazionale e la CNAPI.

Le contestazioni su temi specifici hanno riguardato la carenza della valutazione del problema della salute del territorio e le errate valutazioni sulla idoneità della quattro aree identificate nel Comune di Montalto di Castro come Potenzialmente Idonee.

Una parte rilevante della relazione riguarda i problemi di natura economica relativi alla valutazione dell’impatto del DN PT sul territorio.

Si tratta di rilievi elaborati sulla base della documentazione proposta dalla Sogin riguardante argomenti che sono risultati carenti di analisi corrette e che, mal valutati, hanno consentito alla Sogin di identificare come Idonee le quattro aree di Montalto di Castro.

Le osservazioni hanno tenuto conto della letteratura scientifica più aggiornata, dei dati desumibili da data base riconosciuti e della applicazione di modelli scientifici idonei.

Sulla base degli studi e delle valutazioni è stato possibile trarre le seguenti conclusioni:

  • La rivalutazione della documentazione della Sogin, delle linee guida contenute nelle Guide Tecniche 29 dell’ISPRA e della IAEA, delle leggi e normative di riferimento hanno consentito di individuare numerosi elementi di critica riguardo alla realizzazione e attuazione del Programma Nazionale per la gestione dei rifiuti radioattivi e della CNAPI.
  • Una metodologia discutibile coniugata ad una inadeguata applicazione delle normative e ad una rilevante serie di imprecisioni nella applicazioni dei criteri di riferimento hanno determinato la produzione di una Proposta di CNAPI significativamente incongrua per quanto riguarda le 4 aree potenzialmente idonee individuate nel territorio del Comune di Montalto di Castro.
  • Sulla base della verifica effettuata, nessuna delle suddette Aree risulta idonea ad accogliere il DN PT a causa della possibilità di applicazione di Criteri di Esclusione erroneamente analizzati dalla Sogin e da questa colpevolmente disapplicati.
  • La realizzazione e gestione del DN PT contenente rifiuti radioattivi ad alta attività confligge con le linee guida delle due Guide Tecniche 29 e se attuata secondo il programma della Sogin consentirà di collocare nel territorio di Montalto di Castro una struttura di stoccaggio insicura in quanto la localizzazione sarebbe stata scelta sulla base di criteri non adatti alla individuazione di siti di stoccaggio per scorie ad alta attività
  • In tale evenienza si determinerebbe nel Comune di Montalto di Castro e nella Provincia di Viterbo per un periodo di circa 100 anni un prolungato rischio di contaminazione ambientale da radiazioni per eventi acuti o cronici in grado di incidere negativamente sui tassi di incidenza di malattie neoplastiche già significativamente alto
  • Sulla base di modelli economici riconosciuti e della letteratura scientifica di settore, la realizzazione/gestione del DN PT nel Comune di Montalto di Castro e nei territori limitrofi provinciali e regionali comporterebbe un impatto economico significativamente negativo per i settori trainanti delle economie locali non remunerabili dalle incerte misure di compensazione proposte.

Ora il dado è tratto e la sfida con Sogin è iniziata sulla base di regole dettate dalla legge.

È possibile per i portatori di interesse istituzionali, rappresentativi o anche per i privati cittadini partecipare alla discussione e motivare il proprio dissenso o la propria approvazione.

La partecipazione, specie per i portatori di interesse non istituzionali, appare più difficile e ci si deve augurare, dopo la analisi delle osservazioni da parte di Sogin, di poter essere ascoltati ed invitati al Seminario Pubblico, fase subito successiva e qualificante, in base alla quale le scelte potrebbero essere riviste e corrette.

In questo esiste una discrezionalità da parte della Sogin, che non è possibile prevedere, e pertanto ci si può soltanto augurare che il confronto sia “sportivo” e condotto sulla base della correttezza morale oltre che formalmente istituzionale visti gli interessi in gioco e le implicazioni su salute, ambiente ed economia che sono in ballo.

È in gioco una sfida alla quale non basta soltanto iscriversi : occorre anche partecipare di persona e quel momento si chiama Seminario Pubblico. Speriamo che di questo si tratti e che si possa accedere ad un confronto non dispersivo ma puntuale e costruttivo.

Finora le osservazioni pervenute alla Sogin sono circa 180. Alcune saranno facilmente analizzabili e cassabili, per altre potrebbe non essere così facile se ci si atterrà alle regole “sportive”.

È auspicabile che molte osservazioni siano pervenute dai Comuni della Provincia di Viterbo e che queste dimostrino di fatto che la Tuscia ha valide ragioni per opporsi alle scelte della Sogin. Un’ampia adesione della Provincia di Viterbo alle osservazioni avrà anche un rilevante significato politico e costituirà un segnale per la politica locale e nazionale da cogliere e valorizzare nel senso più rappresentativo del valore della stessa politica, che è quello di rappresentanza e di tutela delle istanze territoriali quando sono giuste e validate.

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